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Saggistica, Subalpinamente
Esiste però un altro livello della questione, non tanto di natura filosofica quanto, diciamo così, di opportunità civica. Un livello che parte da una domanda che potrebbe anche parere “impicciona”: di chi è il paesaggio? Nel senso che ci si chiede se la sua trasformazione risponde alle necessità esclusive di qualcuno che lo gestisce per propri interessi o al gradimento di qualcuno che lo frequenta tanto come abitante o come turista. Penso a situazioni che abbiamo vissuto quasi tutti con uscite del tipo: “ma chi ha dato il permesso di tirar giù quella collina o tagliare quella foresta”, o anche “era proprio il caso di costruire quegli edifici davanti a quelle belle scogliere?”, o ancora “che ci fa quel condominio di fronte a quel castello?”. Onestamente non posso sapere il perché di certe scelte e a volte forse non c’era modo di fare altrimenti, ma, specie in situazioni di pregio architettonico o naturale, vien da domandarsi, appunto: “di chi è il paesaggio?”. Una domanda che può avere anche un risvolto economico, nel senso che in un posto degradato ci vengono meno turisti. Il paesaggio è un bene fragile, un bene di tutti, anche e soprattutto un bene prezioso che dovremmo conservare per chi viene dopo di noi.
La terra promossa
La terra “promessa” da un paesaggio promosso
Le languide colline, i colori della campagna. I lunghi filari. L’odore del tartufo.
E poi, ancora, i siti storici, i reperti archeologici di un mare che si è ritirato, lasciando solo il fruttuoso scorrere dei fiumi. Queste caratteristiche rendono Langhe, Roero e Monferrato siti unici, meritevoli di essere considerati un patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Tuttavia – e qui l’avversativo è significativo –, senza la costante riflessione, il dialogo e il confronto fra esperti della zona, il paesaggio rischia di modificarsi inseguendo egoismi, visioni parziali o a breve termine.
L’intento promozionale di Giorgio Vivalda interseca la cultura del luogo e, attraverso la coralità delle sue interviste, promuove una visione a lungo raggio, paragonabile a quella dell’occhio del turista che, fra quelle colline e quei boschi, disperde lo sguardo verso l’infinito.
Questo non sarebbe possibile senza le opinioni consapevoli di chi quel territorio lo imprime di cultura viva ogni giorno e il cui contributo forgia fatti e parole miliari su cui fondare la promessa di un futuro prospero per Langhe, Roero, Monferrato.
In ordine alfabetico, all’interno di questo libro: Walter Accigliaro, Roberto Cerrato, Guido Chiesa, Sergio Conti, Tino Cornaglia, Alessandra Fassio, Vincenzo Gerbi, Valter Giuliano, Luca Mercalli, Bruno Murialdo, Donatella Murtas, Gianni Oliva, Enrico Rivella, Valerio Rosa, Bartolomeo Salomone, Mario Sandri, Giovanni Tesio. Grazie a tutti loro, promozione significa futuro.
Anno edizione
2026
In commercio dal
26/03/2026
Anno edizione
2026
In commercio dal
26/03/2026
Pagine
136
EAN
9788866086413
Pagine
136
EAN
9788866086413
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