…Il cielo, sgombro di nuvole, non proiettava una luce abbagliante ma una tenue luminosità soffusa, come quella che precede un temporale. Poi divenne sempre più scuro, e sui grossi massi che perdevano i loro contorni scese una notte innaturale. Il luogo, il buio improvviso, il silenzio portavano a galla in me sensazioni inusuali. Mi sentivo impotente di fronte all’immensità del creato e, sebbene fossi con i miei cugini, una struggente solitudine mi attanagliava il cuore. Solo lo scrosciare dell’acqua, di quell’acqua d’oro, interrompeva l’immobilità. Nessuno di noi si muoveva dalla sua postazione, attendevamo. Che cosa? Questo non lo sapevamo.
Quello che successe a questo punto ha dell’incredibile. Il segreto dell’antico druido era lì, rubato dal suo nascondiglio nell’Eva-d’or, svelato da un raggio di sole….