Il centauro

Poesia, La Mandetta

...Fu la mia nascita negli antri di queste montagne. Come il fiume di questa valle le cui gocce primitive filtrano da qualche roccia che piange in una grotta profonda, il primo inizio della mia vita precipitò nelle tenebre di una dimora remota e senza che ne fosse turbato il silenzio. Quando per le nostre madri s’approssima l’ora del parto, s’allontanano verso le caverne, e nelle profondità delle più selvagge, là dove è più fitta l’ombra, si sgravano, ma senza un lamento, di frutti altrettanto silenziosi...

Capolavoro della letteratura romantica francese, Il Centauro di Maurice de Guérin coniuga suggestioni derivanti dalla poesia classica e sentimento del paesaggio attinto da pittori come Claude Lorrain e Nicolas Poussin con una emozionante sensibilità moderna che si interroga sulla finitudine della condizione umana e sulla sua tensione all’assoluto espressa attraverso il linguaggio.

Macareo, il centauro gueriniano, che alterna incontenibili slanci diretti al possesso di tutto ciò che vive fuori e dentro di sé a momenti di mesta contemplazione del vanire di ogni cosa, si configura come emblema di meditazione sulla fragilità dell’esistente e sulla necessità di imparare ad abitare la morte. Nella conclusione del monologo del centauro, che ha coscienza di perdersi rapidamente come neve fluttuante sulle acque, si può percepire un timbro che non sarà ignoto a Rilke, che affermerà: «Bisogna imparare a morire: ecco in che consiste tutto il vivere». Tuttavia, questo poemetto è anche una dolente investigazione della solitudine dell’atto creativo: nel galoppo furibondo verso un nessundove del protagonista, nel suo improvviso arrestarsi per rivolgere lo sguardo alle vette commosse di purissima luce, la cui bellezza per sempre si sottrae al volo del cuore, possiamo scorgere l’imperativo straziante dell’abbandono a quel richiamo interiore che si fa scrittura mediante il prepotente operare, nell’animo, di divinità sconosciute.

A corredo del testo, magistralmente tradotto da Roberto Rossi Precerutti,  undici evocative tavole di Giorgio Enrico Bena.

Anno edizione

2026

In commercio dal

20/01/2026

Anno edizione

2026

In commercio dal

20/01/2026

Pagine

48

EAN

9788866086436

Pagine

48

EAN

9788866086436

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